Libri

Gustave Flaubert – Madame Bovary

Rimasto prematuramente vedovo di una donna di lui più grande d’età, sposata per volere dei genitori, il giovane medico di provincia Charles Bovary decide di ammogliarsi una seconda volta con la bella Emma Rouault, modesta fanciulla di campagna cresciuta tra letture amorose e fantasie idilliche, incontrata durante una delle sue visite alla fattoria del padre di lei. Perdutamente innamorato della moglie, questi la colma d’ogni attenzione che le ritiene necessaria, accontentando ogni suo capriccio, ed Emma, ben presto, accorgendosi di quanto il suo monotono matrimonio sia diverso dalle favole appassionate dei suoi libri, perde ogni sorta di stima e rispetto nei suoi confronti, finendo per cercare lontano da lui l’appagamento dei propri desideri, inconsapevole, come una falena con il fuoco, che saranno le sue stesse brame a causare il suo declino…

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Incipit & Citazioni

“Stavamo studiando, quando entrò il preside seguito da un nuovo alunno vestito in borghese e dal bidello che trasportava un grosso banco. Quelli che dormivano si svegliarono e si alzarono in piedi come sorpresi in piena attività.
Il preside ci fece cenno di star comodi, poi si rivolse all’insegnante: «Professor Roger,» disse sottovoce «le raccomando questo allievo. Viene ammesso alla quinta, ma se il profitto e la condotta lo renderanno meritevole, passerà fra i grandi, come richiederebbe la sua età.»
Il ‘nuovo’, un giovane e robusto campagnolo d’una quindicina d’anni circa, alto di statura più di ognuno di noi, rimaneva in un angolo dietro la porta, di modo che lo vedevamo appena. Aveva i capelli tagliati dritti sulla fronte, come un chierichetto di paese: sembrava assennato e molto intimorito. Benché non avesse le spalle larghe, dava l’impressione che la giacchetta di panno verde con i bottoni nero lo stringesse sotto le ascelle; gli spacchi dei risvolti delle maniche lasciavano vedere i polsi arrossati a furia di rimanere scoperti. Le gambe calzate di blu sbucavano da un paio di pantaloni giallastri sostenuti con troppa energia dalle bretelle. Portava scarpe chiodate robuste e mal lucidate.”

“Charles rimase colpito dal candore delle sue unghie. Erano lucide, appuntite, più levigate degli avori di Dieppe, e fatte a mandorla. La mano tuttavia non era altrettanto bella, non abbastanza bianca, forse, e aveva le falangi un po’ nodose; era inoltre troppo lunga e priva di morbidezza nella linea del contorno. Emma aveva bellissimi occhi: benché fossero bruni, sembravano neri per via delle ciglia, e guardavano tutto francamente con un candido ardire.
[…]
Poiché la stanza non era riscaldata, ella tremava di freddo pur continuando a mangiare, scoprendo così un poco le labbra carnose, che aveva l’abitudine di mordicchiare quando non parlava.
Portava un colletto bianco, piatto. i capelli erano divisi a metà da una scriminatura sottile che seguiva la curva del capo, e scendevano, in due bande, neri e compatti, così da sembrare un tutto unico tanto erano lisci; lasciavano a malapena scorgere il lobo dell’orecchio prima di fondersi, dietro, in una crocchia voluminosa e formavano sulle tempie delle onde che il medico di campagna vide per la prima volta in vita sua.
Emma Rouault aveva le guance rosate e portava, come un uomo, infilato fra due bottini del corsetto, un occhialino di tartaruga.”

“L’amore, pensava, doveva manifestarsi di colpo, esplosione di lampi e fulmini, uragano dei cieli che si abbatte sulla vita, la sconvolge, strappa via ogni resistenza come uno sciame di foglie e risucchia nell’abisso l’intero cuore.”

“Il più mediocre libertino ha sognato sultane; ogni notaio si porta dentro le macerie di un poeta.”

“…una volta calmatasi, finì col convincersi di averlo soltanto calunniato. Ma il denigrare quelli che amiamo ci allontana sempre un poco da loro. Non bisogna toccare gli idoli: la polvere d’oro che li ricopre potrebbe restarci attaccata alle dita.”

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